Al Sant’Anna. Sconcertante episodio in corsia Ieri mattina la donna è comparsa in Tribunale per il processo con rito direttissimo «Deve fare una risonanza magnetica, si tolga orologio, gioielli e altri monili e li dia pure a me». Con questo stratagemma, una finta dottoressa ha provato a raggirare almeno due pazienti al Sant’Anna, dopo aver portato a termine con successo lo stesso piano anche all’ospedale di Lecco. Individuata e bloccata, la donna è stata arrestata per tentata truffa aggravata e ricettazione. Denunciati anche i complici, due uomini che l’aspettavano in auto nel parcheggio. Il finto medico è una donna di 46 anni residente a Gallarate (Varese). Giovedì pomeriggio, indossando un camice, la falsa dottoressa ha avvicinato alcuni degenti a San Fermo. Annunciando di doverli sottoporre a una risonanza magnetica, ha chiesto loro di consegnarle orologio e monili per poter effettuare l’esame. Insospettiti dall’atteggiamento della donna, alcuni pazienti hanno chiesto l’intervento della vigilanza. Gli addetti alla sicurezza, ascoltati i racconti dei degenti, hanno avviato le ricerche della finta dottoressa, rintracciata al bar. Davanti alle guardie, la donna ha provato a giustificarsi e poi è fuggita verso il parcheggio, dove ad attenderla, a bordo di un’auto, c’erano due complici. I tre hanno provato ad allontanarsi, ma si sono bloccati accorgendosi che il responsabile delle guardie aveva già annotato la targa. Chiamati dalla vigilanza, a San Fermo sono giunti gli agenti delle volanti della Questura. I poliziotti hanno parlato con i pazienti e con le guardie e hanno ricostruito quanto accaduto. Alla 46enne, le forze dell’ordine hanno sequestrato orologi e monili che aveva sottratto con l’inganno alle sue vittime. La donna ha confessato che parte della refurtiva era il bottino di un colpo messo a segno poche ore prima, con la stessa modalità, all’ospedale di Lecco. Accompagnata in Questura, la finta dottoressa è stata arrestata con l’accusa di tentata truffa aggravata e ricettazione in concorso. Denunciati per gli stessi reati i due complici, due uomini di 63 e 48 anni. Comparsa ieri mattina in Tribunale a Como per il processo con rito direttissimo, la donna ha chiesto i termini a difesa. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 3 settembre e nell’attesa la donna è stata rilasciata con obbligo di dimora a Gallarate. «Ringrazio i miei uomini per l’ottimo lavoro svolto a tutela di pazienti e operatori – commenta il maggiore Alberto Quadrio, comandante della vigilanza dell’azienda ospedaliera Sant’Anna – Colgo anche l’occasione per ricordare che chi viene ricoverato non deve portare con sé denaro o oggetti di valore. Qualora accadesse, il paziente può avvisare il nostro servizio di vigilanza, che custodirà i beni fino al momento della dimissione». Anna Campaniello
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