Il convegno a Cernobbio Il presidente della Lombardia ieri all’assemblea di Unindustria Avanti tutta con la zona a burocrazia zero. A suonare la carica è il presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, ieri mattina a Villa Erba di Cernobbio per l’assemblea generale di Unindustria Como. «Proseguiamo con il progetto nato proprio qui lo scorso ottobre. È un piano complesso che potrà aiutare le imprese, soprattutto quelle attive nelle fasce di confine dove esiste una forte concorrenza straniera». Come per il territorio lariano che deve fare i conti con l’efficienza della vicina Svizzera. L’impegno è ormai costante da diversi mesi. «La semplificazione è un tema vitale per le aziende – spiega Maroni – Abbiamo fatto eseguire da un esperto indagini in merito, ed entro la fine della settimana presenteremo i risultati e le iniziative concrete per realizzare le zone a burocrazia zero». E proprio le difficoltà degli imprenditori in lotta con la crisi e con una macchina statale troppo complessa hanno caratterizzato i discorsi all’assemblea di Villa Erba. «L’impresa è un luogo positivo dove lavorare – ha detto il presidente degli industriali comaschi, Francesco Verga – Abbiamo bisogno, per farla crescere, di eliminare gli ostacoli come l’eccessiva burocrazia, il fisco asfissiante, gli alti costi dell’energia, i ritardi nei versamenti da parte della pubblica amministrazione». Sbloccare i pagamenti dell’apparato statale è, appunto, uno dei nodi irrisolti. «Non in Lombardia – ha precisato Maroni – dove nei primi 4 mesi del 2014 i conti sono stati saldati, in media, in 17 giorni. Dunque, volendo, si può semplificare. Bisogna sapersi organizzare. La nostra regione ha 10 milioni di abitanti e 3mila dipendenti contro i 30mila della Sicilia. Il nostro è un modello da seguire». Il presidente della Lombardia ha rilanciato anche «l’iniziativa, in corso in consiglio regionale, di un referendum per trasformare la Lombardia in regione a statuto speciale. Avremmo così l’enorme vantaggio di poter trattenere il 100% della tasse pagate, ovvero fino a 20 miliardi l’anno». Inevitabile parlare del patto di stabilità che «costringe molti sindaci virtuosi della Lombardia a non poter utilizzare ben 8 miliardi di euro. A Como sono fermi nelle casse, per lo stesso motivo, 10 milioni di euro». Ultimo tema decisivo – richiesto a gran voce anche dagli industriali – un sistema infrastrutturale all’altezza, rapido ed efficiente. «Entro il 2014 – ha detto Maroni – termineremo i primi lotti della tangenziale di Como e Varese. I lavori di Pedemontana previsti prima di Expo saranno conclusi. La Brebemi verrà inaugurata il 23 luglio, in anticipo sul crono-programma. Sulla Tremezzina puntiamo, come detto dal ministro Maurizio Lupi, ad avere quanto prima tempi certi e risorse». Un ultimo passaggio sul cantiere delle paratie a Como, per il quale il governatore Maroni ha ribadito l’impegno a «fare la nostra parte per concludere l’opera. Dopo, se emergeranno ritardi e responsabilità, provvederemo ad accertarle». Fabrizio Barabesi
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