Prezzi a confronto in Lombardia Anche il carrello della spesa è più conveniente rispetto alla media regionale (m.d.) Como a sorpresa è tra le città lombarde in cui si spende meno per fare colazione e mangiare una pizza. Ma non solo: nel capoluogo lariano i prezzi dei beni di largo consumo sono cresciuti in dodici mesi meno dell’1%, contro una media regionale attestata a quota 1,2%. E il costo del carrello della spesa è tra i più bassi della Lombardia. La convenienza della città di Volta emerge da un’analisi condotta dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza in collaborazione con l’istituto Ref Ricerche. L’ente camerale ha messo a confronto i prezzi di una serie di beni e di servizi di largo consumo nei capoluoghi della Lombardia, prendendo come riferimento lo scorso mese di aprile. L’esito, come detto, è stato favorevole al Lario da più punti di vista. Soltanto a Brescia, per esempio, il pranzo in pizzeria costa meno che a Como. Nella nostra città si pagano in media 8,91 euro per una pizza contro gli 8,06 che devono sborsare i cittadini bresciani. In tutti gli altri capoluoghi, invece, il conto sale, a partire da Cremona, dove la pizza costa 8,99 euro, per finire a Pavia, la città più cara con ben 11,21 euro chiesti in media per una pizza. E se a Varese un pasto in pizzeria costa 11,19 euro, a Lecco scende a 9,15 euro, mentre a Milano tocca quota 10,35 euro, a fronte di una media regionale pari a 9,64 euro. Per quanto riguarda la colazione, la convenienza di Como scende un po’, ma rimane comunque competitiva rispetto al resto della Lombardia. Il prezzo più basso per cappuccino e brioche al bar è ancora una volta appannaggio di Brescia (2,26 euro), seguita da Milano e Pavia, entrambe a quota 2,27 euro, quindi da Como, dove per la colazione si pagano in media 2 euro e 28 centesimi. Cremona è invece la città più cara (2,44 euro) e Varese figura di nuovo al secondo posto, con 2,39 euro. A Lecco cappuccino e brioche costano 2,36 euro. La convenienza di Como si misura anche prendendo in considerazione la variazione dei prezzi dei beni di largo consumo tra aprile 2013 e lo stesso mese del 2014. I rincari maggiori si sono registrati a Varese (+4,5%), seguita da Lecco (+3,6%) e Milano (+2,2%). A Como l’aumento si è fermato a quota 0,9%, contro una media lombarda dell’1,2%. A Bergamo, invece, i prezzi sono calati dello 0,5%. Utilizzando, infine, come riferimento il prezzo medio del carrello della spesa per le famiglie in Lombardia, la medesima tipologia di acquisti arriva a costare il 3,6% in meno a Como e l’8,5% in più a Milano. Soltanto a Bergamo il risparmio è maggiore rispetto al Lario (-6,7%).
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