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Momenti di gloria-Anna Cappellini: un 2014 da incorniciare. Oro europeo e mondiale

Sul tetto del mondo: dopo aver scalato quello europeo lo scorso gennaio a Budapest, a Saitama, in Giappone, la comasca Anna Cappellini e il milanese Luca Lanotte sono saliti ancora sul gradino più alto del podio dipinto con i colori dell’iride. La data che rimarrà indimenticabile è quella dello scorso 29 marzo. Tredici anni dopo Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio, il titolo iridato della danza su ghiaccio è tornato in Italia grazie ad Anna e Luca, seguiti da Paola Mezzadri, che così ha parlato di Cappellini: «Di lei apprezzo l’intelligenza, il modo in cui si applica, la caparbietà. Posso dire che si è meritata le soddisfazioni ottenute in questa stagione». In Giappone è stata una competizione esaltante in cui i colpi di scena non sono mancati. Un susseguirsi di emozioni dunque, sia per coloro che vi hanno assistito sia per gli stessi interpreti, che si sono dissolte solo dopo la discesa in pista dell’ultima coppia. La classifica finale ha visto infatti le prime quattro coppie racchiuse in poco più di un punto (1,05 per la precisione) e con gli azzurri Cappellini-Lanotte (175,43 punti è stato il loro score complessivo) che hanno sopravanzato i canadesi Kaitlyn Weaver- Andrew Poje di appena 3 centesimi e i francesi Nathalie Pechalat-Fabian Bourzat di 6 centesimi mentre Elena Ilinykh e Nikita Katsalapov sono finiti ai piedi del podio (1.05 punti il loro distacco dal vertice). Le basi più che solide per la vittoria erano state gettate nella prima gara, durante la “short dance”, quando Anna e Luca si erano resi protagonisti di una prestazione magistrale ai limiti della perfezione. Più che giustificato quindi il primo posto nella classifica provvisoria. I distacchi minimi tra le coppie di vertice al termine della prima giornata lasciavano facilmente intuire che la “free dance”, seconda ed ultima competizione, sarebbe stata teatro di un assalto orgoglioso soprattutto da parte di francesi e russi. Ma Anna Cappellini e Luca Lanotte hanno badato soprattutto a non commettere errori e, grazie alla loro spumeggiante interpretazione de “Il barbiere di Siviglia”, hanno mantenuto un margine minimo ma comunque sufficiente per conquistare la medaglia d’oro. «Il primo pensiero è per Marisa, mia moglie e mamma di Anna: se non ci fosse stata lei, mia figlia non avrebbe fatto la pattinatrice». Sono state parole accorate e commosse quelle di Mario Cappellini, papà dell’iridata, a poche ore di distanza dal successo della figlia ai Mondiali. Il ricordo, doveroso, è stato per Marisa, la mamma della campionessa del mondo, che per prima l’ha portata al palazzetto del ghiaccio a pattinare e l’ha sempre seguita nella carriera, fino alla sua scomparsa, qualche anno fa.

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