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Stazione declassata, prospettive drammatiche per i tassisti. «Colpo di grazia per la categoria»

Le interviste ai diretti interessati Sul piazzale della stazione San Giovanni tira una brutta aria. L’elemento più inquietante è che non si respira un sentimento di protesta ma di rassegnazione. I tassisti, dopo la notizia del probabile declassamento dello scalo che porterebbe a non fermare a Como i convogli internazionali, sono amareggiati. L’idea di potenziare la stazione di Chiasso a scapito di quella comasca spaventa. Significherebbe non far più arrivare in riva al lago molti dei turisti provenienti da Nord. «Equivarrebbe a un vero e proprio disastro – commenta Carlo Amoretti, da 40 anni alla guida del suo taxi – Un danno economico incalcolabile non solo in vista di Expo 2015, ma per la sopravvivenza quotidiana della nostra categoria». La notizia, contenuta in un documento ufficiale della Confederazione svizzera, è recente ma non ancora definitiva. In sintesi, l’Ufficio Federale dei Trasporti ha avviato le consultazioni sull’orario 2014 dei treni. E il timore è che si arrivi alla revisione della linea eurocity Milano Zurigo – in via di definizione da parte delle Ferrovie federali e di Trenitalia – che prevede, a partire da giugno 2014, come i treni da e verso Zurigo non fermino più in centro a Como, ma solo oltreconfine. «Sarebbe un problema serio. Spesso i turisti che scendono dai treni internazionali sono gli unici clienti di un’intera giornata – aggiunge Michele Mattei – Senza dimenticare che, da Milano, arrivano spesso a Como anche cittadini di nazionalità che, per varcare il confine elvetico, necessitano del visto. Come si fa? Dove si faranno scendere? È un provvedimento che, se confermato, provocherà problemi e proteste». Anche all’interno della stazione San Giovanni, tra i pochi commercianti ancora al lavoro, ci si interroga su quale sarà il futuro. Non sembra avere dubbi l’edicolante Antonio Salerno, da 10 anni all’opera nell’atrio dello scalo. «Tireremo giù la serranda. È semplice quanto inevitabile se ci dovessero togliere pure i viaggiatori internazionali – dice Salerno – La crisi non molla. Un tempo c’era molto più passaggio. Ora già la recessione ci sta colpendo duramente; se in più ci si aggiunge questo freno ulteriore, non vedo margini di miglioramento». Intanto, all’esterno della stazione, la situazione si anima all’arrivo dei treni. I taxi caricano i clienti e spariscono verso la città. Ma si continua a discutere dei problemi di una categoria che, come le altre, ha risentito della crisi. E ora c’è questo ulteriore spettro. «Ci vogliono togliere anche questa fetta decisiva di clientela? Ma allora noi cosa stiamo qui a fare? Non potremmo reggere un ulteriore calo nel numero delle corse», spiega Franco Priolo, altro tassista. Fa discutere anche il recente accordo tra Comune e Camera di Commercio di Como che, insieme agli enti e alle società interessate, ha in programma di studiare e presentare un progetto di riqualificazione della stazione. Un maquillage che dovrebbe servire, innanzitutto, in previsione di Expo 2015 ma che, in ogni caso, renderebbe lo scalo più efficiente e accogliente. «Che senso ha investire delle somme per riuscire a raggiungere questo traguardo se poi non si fermeranno i treni internazionali ? – si chiede Mauro Novati – A rimetterci saremo noi in primo luogo come categoria, ma poi ne risentirà l’immagine intera della città». Deluso anche l’ultimo tassista. «Lavoro da 41 anni e la situazione è andata sempre peggiorando – dice Giulio Previtali – Ma ora abbiamo realmente toccato il fondo. Se si dovesse concretizzare anche questo ulteriore provvedimento, sprofonderemo definitivamente». E un minor numero di viaggiatori in arrivo porterebbe un danno evidente all’economia cittadina a partire dal settore turistico. «Sembra fatto apposta. Abbiamo vissuto le ultime settimane con animo sereno grazie alla presenza di un buon numero di turisti in riva al lago – spiega Andrea Camesasca, vicepresidente degli albergatori lariani – Anche oggi, a spasso per la città, se ne vedono molti. Felici e contenti di poter ammirare i nostri magnifici luoghi. E invece, ancora una volta, per colpa della politica, perché questa è la verità, rischiamo di pagare noi le conseguenze». «Togliere la fermata di Como, sui treni internazionali, è una follia – aggiunge – È inconcepibile. Sarà un disastro. E poi oltre al danno la beffa. Pochi giorni fa, Camera di Commercio e Comune si sono impegnati in un progetto complessivo di riqualificazione della stazione San Giovanni per Expo 2015 e poi qui non si fermeranno più i treni internazionali? Inconcepibile». Fabrizio Barabesi

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