Il vicesindaco Magni: «Recuperare il parco». Anna Veronelli: «Nessuno ci ha aiutato»
Domenica 09 Settembre 2012 I vecchi e i nuovi amministratori «In merito alla questione del campus, registriamo un ritardo. Oggi il campus sarebbe già dovuto esistere». Lapidario, l’esordio di Silvia Magni, vicesindaco di Como e assessore all’Università. «Abbiamo abbozzato un primo approccio con i rappresentanti universitari – prosegue l’esponente della nuova giunta, targata Mario Lucini – Il nostro primo impegno, comunque, sarà il progetto del collegio universitario in via Tommaso Grossi. Come nuova amministrazione possiamo iniziare a recuperare gli spazi verdi dell’area San Martino, per renderla più fruibile. A questo proposito, sarà stipulata un’intesa con i proprietari. Lo splendido parco dell’ex Opp – prosegue Silvia Magni – non è percepito come uno spazio pubblico della città». La mancata realizzazione del campus appare come un’occasione perduta. «In questo ambito, sarebbe essenziale comprendere quali siano le reali intenzioni dell’Università – aggiunge il vicesindaco di Como – al momento, però, resta un enorme punto di domanda. Il San Martino costituisce un’area strategica ed è un peccato lasciarla lì». La questione del campus crea difficoltà anche ad altre associazioni, ospitate al San Martino. È ancora Silvia Magni a chiarire i termini di un problema logistico. «In un edificio hanno sede la sala prove e la sala polifunzionale – afferma – Nel mese di maggio, in seguito a forti piogge, si sono verificate infiltrazioni nel tetto. Non esistono rischi oggettivi per gli utenti, ma ovviamente non possiamo lasciare la struttura in quelle condizioni. Subentrano, però, problemi economici, perché bisogna mettere mano alla copertura del tetto nella sua interezza. Occorre trasferire le strutture e studiarne una nuova collocazione». «Ho seguito la vicenda del campus fino a tre anni fa, quando ho rivestito la carica di assessore – sono le parole di Anna Veronelli, componente della giunta Bruni con delega all’Istruzione e all’Università – Eravamo giunti agli accordi preliminari, era stato realizzato anche uno studio di fattibilità. Già allora, ad ogni modo, era emersa la prospettiva di una spesa molto elevata. Poi tutto si è arenato». L’ex assessore delinea gli interventi ancora possibili. «Dobbiamo puntare sulla valorizzazione del parco – dice ancora Anna Veronelli – una risorsa immensa. Ero al parco del Lago del Segrino, per una passeggiata e ho incontrato un altro ex componente della giunta Bruni. Mi aveva detto che aveva raggiunto questo parco perché a Como non ne esistono. Molte associazioni si sono impegnate a portare iniziative nell’ex ospedale psichiatrico. Ma – chiede l’ex assessore – quante persone avete visto in giro, a passeggio nel parco, mentre effettuavate il vostro sopralluogo?» La risposta è sconfortante: Nessuna. «Il nostro sogno era una vera cittadella del sapere – conclude Anna Veronelli – Quando ero vicepresidente di UniverComo ho proposto l’idea di un campus aperto 24 ore: agli studenti, ai ricercatori, ma anche ai comaschi. Aule didattiche, laboratori e vivacità culturale e sportiva». Quella parola, “sogno”, ha un suono triste. Marco Proserpio
