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Ballottaggio Lucini-Bordoli. Il primo: «Gran risultato». Lei: «Sveglierò gli elettori»

Il pronostico generale, alla fine, è stato rispettato. Il 20 e 21 maggio prossimi, Mario Lucini, candidato del centrosinistra, e Laura Bordoli (Pdl) si sfideranno al ballottaggio per diventare sindaco di Como. Le strade percorse e da percorrere da parte dei due candidati per centrare il più ambizioso dei traguardi, però, non potevano e non potranno essere più diverse. Da un lato, infatti, Lucini – appoggiato da Pd, Paco-Sel, Idv, Amo la mia città e Como Civica – ha superato lo scoglio del primo turno in assoluta scioltezza, centrando un 34% che ne fa obiettivamente il grande favorito per il match finale a dispetto di una percentuale rimasta comunque lievemente sotto le aspettative dichiarate della vigilia (il 35% come base di partenza era l’indicazione ufficiale dello stesso Lucini e del Pd tutto). D’altro canto, invece, Laura Bordoli – almeno in questo primo tempo della partita – ha scontato in pieno il peso dell’ultimo mandato della giunta uscente e le enormi difficoltà del Pdl registrate in tutta Italia. Il dato personale fermo al 13,7%, infatti, è certamente molto sotto le attese minime, sebbene abbia garantito la possibilità di giocare anche il secondo tempo della partita. E pensare che soltanto 5 anni fa il suo predecessore (appoggiato anche da Lega Nord e Udc) Stefano Bruni colse il 56% al primo turno, fa veramente capire come sia sostanzialmente cambiato un mondo politico a Como e non solo. Ma torniamo ai candidati e alle prospettive del prossimo scontro diretto. Mario Lucini, a risultati non ancora definitivi ma comunque ben delineati, non ha nascosto la soddisfazione e un affondo verso il Pdl. «Sono ovviamente molto soddisfatto – ha dichiarato Lucini ancora prima dell’esito finale – La mia coalizione si è presentata ai cittadini coesa e unita e ha saputo presentare alla città un progetto credibile. Personalmente non ho mai fatto mistero di puntare a un risultato intorno al 35% e siamo sempre stati intorno a quella cifra». Una stoccata è poi partita all’indirizzo del Pdl. «Mi pare abbia raccolto risultati inferiori alle attese – ha affermato – evidentemente soffrono di una crisi strutturale che si unisce al dazio giustamente pagato dopo i disastri combinati dalla giunta presieduta da Stefano Bruni e sostenuta, appunto, da Pdl e Lega Nord. In questo primo turno la città ha colto la nostra proposta radicalmente alternativa, da qui ripartiamo per vincere anche il ballottaggio». E a proposito della sfida con Laura Bordoli del 20 e 21 maggio, Lucini ha chiarito che «la coalizione che ha colto questo primo risultato è il punto fermo, nessun nuovo apparentamento è scontato». Un messaggio, questo, che sembra indirizzato soprattutto a Rifondazione Comunista, con la quale, durante la campagna elettorale, sono state scintille. Decisamente meno euforico il clima in casa Pdl, dove la candidata sindaco Laura Bordoli – ferma poco sopra il 13%- sarà costretta a una rincorsa decisamente in salita. «Ora – ha affermato la Bordoli – dobbiamo ripartire per arrivare pronti all’appuntamento del ballottaggio. Dovremo far capire la differenza tra votare a sinistra e a destra e risvegliare gli elettori del centrodestra che non sono andati a votare». Qualche tentativo diplomatico sarà esperito anche nei contatti con alcune liste civiche in lizza (prima tra tutte, quella guidata dal notaio Francesco Peronese, il quale ha palesemente affermato che l’area di riferimento per il ballottaggio sarà il centrodestra). «Proveremo anche a ricompattare le liste civiche sulla nostra proposta politica e amministrativa, anche perchè riteniamo che in quei movimenti siano confluiti diversi voti del centrodestra» Impossibile non fare un riferimento all’ex avversario delle primarie Pdl, Sergio Gaddi, ora detentore di un “succulento” pacchetto di voti grazie al buon risultato della neonata lista Forza Cambia Como”. «Vedremo se Gaddi potrà essere una risorsa – ha affermato in tono sibillino la Bordoli – ma ora non parlo di apparentamenti, preferisco vedere i risultati definitivi». Poi, la “concessione” alla delusione per un risultato evidentemente al di sotto delle aspettative, sebbene utile per arrivare al secondo turno. «Speravo di prendere qualche punto in più – ha affermato la Bordoli – La dispersione dei voti e l’astensionismo, oltre all’eredità dell’amministrazione precedente hanno pesato sull’esito del primo turno. Se ho fatto errori? Può darsi che ne abbia commesso alcuni. L’autocritica che posso fare è di non essere stata aggressiva, ma sono fatta così, anche se mi sono trovata a vedere scorrettezze e una parte della stampa concentrata troppo in negativo su di me». Fine delle trasmissioni, almeno per il momento. Ora partono i 15 giorni di fuoco prima dei due giorni della verità, il 20 e 21 maggio prossimi. Emanuele Caso

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