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Martedì 27 Novembre 2012 |
Il luogo simbolo di Como e i suoi guai raccontati da chi ha visto tutto Presidia piazza Cavour da oltre mezzo secolo. Ne ha viste tante e al suo occhio vigile nulla sfugge: fatti e anche misfatti, che ultimamente prevalgono. Si pensi al muro, ai problemi con il cantiere delle paratie, a indesiderati ospiti come topi e liquami. Gianni Grammatica, detto “Tasèll”, è la vera memoria storica di questo pezzo di terra rubato al lago dalla mano dell’uomo. I confini del suo ufficio di noleggio barche e servizio motoscafi sono atipici: dietro di sè l’acqua del Lario; davanti quello che dovrebbe essere il salotto buono
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Martedì 13 Novembre 2012 |
Don Titino Levi, parroco emerito di Prestino, rievoca attese e risvolti diocesani del Vaticano II L’esordio è scettico: «Io non sono fatto per le interviste. Vediamoci, ma non ti prometto niente». Nel giorno e all’ora convenuti rimarca un po’ burbero: «Mi sono pentito nel momento stesso in cui ti ho detto sì». La chiosa finale, dopo un’ora buona di colloquio, è una raccomandazione: «Questa, tutt’al più, è stata una chiacchierata?». Chi ascolta rimane incantato dalla qualità e nitidezza dei ricordi e dalla precisione con la quale don Titino Levi cita date lontane nel tempo. Sentirlo parlare del Concilio Vaticano II, nel 50° di quello straordinario
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Martedì 30 Ottobre 2012 |
Gyorgy Frank fu testimone della rivolta di Budapest. Oggi vive a Limido Comasco «Ho ricordi nitidi e forti, anche se non ho lottato né sparato». Inizia così la chiacchierata con Gyorgy Frank sulla rivolta di Budapest del 1956. Ingegnere chimico, Frank ha vissuto in Ungheria fino al 1989. Sposato e con due figlie, oggi abita a Limido Comasco e ha cittadinanza anche italiana. Aveva soltanto dieci anni all’epoca dei fatti, quando tra il 23 ottobre e il 10 novembre di quel drammatico anno la nazione ungherese si sollevò contro il regime comunista e subì l’invasione sovietica
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Martedì 16 Ottobre 2012 |
I ricordi di Nilo Bernasconi, al lavoro per venticinque anni nella storica azienda di Sagnino La magia dei treni elettrici che hanno incantato generazioni di bambini non lasciava nulla al caso. Se ne ha la netta percezione ascoltando il racconto di Nilo Bernasconi, brunatese, classe 1934, per venticinque anni al lavoro alla Rivarossi di Sagnino, la storica fabbrica di modellismo ferroviario. Proprio oggi cade il secondo anniversario della scomparsa di Alessandro Rossi, il fondatore, nato a Schio nel 1921 e morto a Cortina, dove si era ritirato. L’azienda era sorta subito dopo la guerra. Rossi, che era ingegnere, rilevò nel 1945 l’Asa, un’impresa di commutatori elettrici di cui era comproprietario Antonio Riva. L’anno seguente nacque il marchio che associava i nomi dei due comproprietari, ma Riva lasciò presto. Nilo Bernasconi mise piede nella sede di via Pio XI nel 1962. L’industria era
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Martedì 02 Ottobre 2012 |
Mario Carnini: «A casa, in una bacheca, conservo la prima licenza di mio padre» Ieri è finita un’epoca. Il latte Carnini non viene più prodotto a Villa Guardia. Lo stabilimento di via Rimembranza diventa polo logistico. In pratica, un magazzino. Così ha deciso Lactalis Parmalat, che nel 2006 ha acquisito il marchio comasco. Ne parliamo con Mario Carnini, 82 anni ben portati, figlio del fondatore e, nel 1957, artefice con i suoi fratelli del salto di qualità industriale. «A casa, in una bacheca, conservo la prima licenza di mio padre - ricorda - Iniziò nel 1929 in
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Martedì 20 Novembre 2012 |
Carmine Forcella era troppo scomodo per i criminali. Mafia e ’ndrangheta tentarono di incastrarlo Carmine Forcella è un gigante buono. Oggi si fatica a immaginarlo con la divisa dell’Arma che ha vestito per oltre trent’anni. L’ha onorata con straordinaria operatività e con grande fiuto investigativo. Un giorno i pentiti di ’ndrangheta e di mafia hanno deciso che doveva pagarla. Hanno tentato di incastrarlo e per lui è iniziata la battaglia più dura. Vinta. Ma il prezzo è stato alto. Ne parliamo in lungo e in largo. Sul tavolo c’è il libro che ha scritto: “Io non ho paura”, nel
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Martedì 06 Novembre 2012 |
Pamela Callas Di Rosa vive a Carimate dal 1997. Nel Comasco ha fondato due scuole di lingua inglese Pamela Callas Di Rosa è in Italia da vent’anni. Nativa di Bloomfield Hills, nel Michigan, dal 1997 vive a Carimate. Sposata e con due figli maschi, è tra i cinque fondatori dell’International School di Como, originariamente ubicata a Villa Sucota, in città, e ora attiva nella nuova sede di Fino Mornasco. La sua passione per l’insegnamento della lingua inglese è stata inoltre la spinta decisiva per dare vita a un’altra scuola: “The Living Language Room” operativa proprio a Carimate
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Martedì 23 Ottobre 2012 |
I familiari di Ferruccio Celotti: «Mangiarono la torta della nonna» È una splendida giornata di sole e il lago è uno specchio azzurro privo di increspature, mosso soltanto da abbaglianti riflessi di luce. A Pognana lo spettacolo è imperdibile e lo è anche dalla bella casa della famiglia Celotti, che accetta di ricordare la singolare e robusta amicizia tra il capostipite, Ferruccio, che purtroppo non c’è più, ed Enrico Mattei, fondatore e presidente dell’Eni di cui sabato prossimo ricorre mezzo secolo dalla morte. «Qui papà e Mattei si sedettero un
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Martedì 09 Ottobre 2012 |
Il cabiatese Luigi Tremolada, testimone della tragedia del Vajont, parla dopo mezzo secolo «Ho tenuto dentro di me per tanto tempo quello che ho visto e vissuto. Non me la sono mai sentita di parlarne con qualcuno. Ma viene il momento in cui si trova il coraggio di buttare fuori certe cose. Per me, forse, quel momento è adesso». Luigi Tremolada, settant’anni, di Cabiate, fissa il suo sguardo negli occhi di chi lo ascolta e deglutisce. È stata dura, ma il suo racconto merita di essere ascoltato e riferito. All’epoca dei fatti, il 9 ottobre 1963, era soldato di leva nei ranghi degli
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Martedì 25 Settembre 2012 |
Il figlio Nini ricorda la figura dell’imprenditore e non solo «Mio padre era un imprenditore serico di gusto spiccato e di grande bontà, d’animo generoso». Sono queste le prime parole con le quali il figlio Nini ricorda Gianni Binda. A lui si deve l’azienda omonima fondata nel 1945 in società con Ferruccio Bernasconi. Prima di allora, Gianni Binda - classe 1907, scomparso nel 1983 - aveva imparato il mestiere in tessitura al servizio di Guido Ravasi. Una scuola di altissimo livello: «la migliore» precisa il figlio. Diplomato al Setificio, il futuro
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