«Ero pronto a tutto pur di prendere quel bambino». Arriva l'encomio del ministro Stampa E-mail
Mercoledì 11 Dicembre 2013

alt

Barbanera è stato festeggiato dai colleghi al Bassone

(m.pv.) Tutta Italia parla di lui. Ieri, non c’era un quotidiano, un telegiornale o una trasmissione televisiva in cui non campeggiassero il suo nome, la sua storia e la sua foto. Ma mentre i giornalisti che convergevano su Cantù chiedevano di lui, Luigi Barbanera era al lavoro come sempre nel carcere del Bassone di Albate. Accolto «a braccia aperte dai colleghi che l’hanno a lungo applaudito», ha commentato ieri l’ispettore capo Domenico Isdraià, comandante facente funzione della penitenziaria

di Como. «Abbiamo saputo la sera di lunedì cosa fosse successo - ha proseguito Isdraià - Oggi l’abbiamo aspettato e l’ho elogiato davanti a tutto il personale. Luigi ha salvato un bambino, una vita umana. Succede a noi agenti della penitenziaria di salvare vite umane, siamo preparati per farlo e siamo pronti alle emergenze. Ma una cosa del genere non si era mai verificata. È stato un gesto encomiabile che ci rende orgogliosi».
Accanto all’ispettore capo c’è proprio Luigi Barbanera che ascolta le parole del suo comandante. Sul corpo porta i segni lasciati dal salvataggio del bimbo di appena 22 mesi: la mano destra, quella infortunata nella presa, è infatti fasciata da un tutore blu. «Fa un bell’effetto sentire la gente che parla di te per una storia come questa finita nel migliore dei modi - dice - Per me, ma anche per la mia famiglia (è sposato e padre di un ragazzo, ndr) è un motivo di gioia». Poi inevitabilmente il racconto torna sulla giornata di lunedì. «La prima cosa che ha fatto la madre è stata prendere il bambino. Piangeva e mi ringraziava. È stato un misto di emozioni entusiasmante».
«Erano le 14 - ricorda ancora - Ero in coda in via Milano per il semaforo rosso. Una signora davanti a me è scesa dall’auto urlando e lasciando la portiera aperta. Non capivo. Sono sceso anch’io, poi ho alzato gli occhi e ho visto quel bambino in piedi sul davanzale con il pannolino, che piangeva». Il resto è un susseguirsi di emozioni: «Ho detto alla signora che ero un agente e di chiamare i soccorsi, poi mi sono messo sotto la finestra. C’erano persone intorno che gridavano. Ho iniziato a pensare al peggio e mi sono preparato ad afferrarlo: mi sono detto, questo bambino per nulla al mondo deve finire per terra. Ero pronto a tutto».
Il bambino a questo punto vede la folla che pian piano si raggruppa sotto la casa. Forse si spaventa, perde l’equilibrio e cade.
«Ho aperto le braccia, ho fatto un passo avanti e l’ho preso - continua Luigi ancora emozionato - Era pesante, siamo caduti tutti e due a terra, l’ho abbracciato. Poi ho sentito urla e applausi». Nel frattempo sul posto stavano arrivando i soccorsi. «Ho tenuto il bambino in braccio per un po’ - conclude l’agente della penitenziaria - Aveva una piccola ferita sul volto, forse dopo aver battuto sulla mia spalla. Ho preso un tovagliolino e l’ho pulito. Poi è arrivato il 118». Intanto il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, ha avviato l'iter per un encomio all'agente.
Una storia davvero incredibile con un lieto fine che fa commuovere. Una storia che il sindaco di Cantù, Claudio Bizzozero, proporrà alla commissione comunale per fargli ottenere la civica benemerenza da consegnare in occasione della festa di Santa Apollonia, la patrona della Città del Mobile. Riconoscimento che potrebbe andare anche alla signora che sbracciandosi ha richiamato l’attenzione dell’agente della penitenziaria che transitava in auto lungo la via Milano. Ed in effetti la chiosa è racchiusa nelle parole del sindaco: «Evidentemente ci sono ancora persone che farebbero di tutto per aiutare il prossimo» dice Bizzozero.

Nella foto:
Luigi Barbanera con la mano fasciata ieri mattina è tornato al lavoro al Bassone
 

editoriale_lariana_servizi

libri_editoriale_orizzontale