| I comaschi sono stanchi: «Situazione ridicola» |
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| Venerdì 10 Agosto 2012 | |||
La parola ai cittadiniChiedono che venga restituita al più presto la vista del lago I comaschi sono stanchi. Le nuove tensioni tra Comune e Regione Lombardia in merito al cantiere delle paratie non hanno fatto altro che aumentare il malcontento tra i cittadini. «Lo sfregio c’è stato, i soldi sono stati spesi, ora arrivano pure queste novità - spiega Maurizio Redaelli - C’è del ridicolo per non dire del pietoso». Nei giorni scorsi, con una nota, la Regione si è detta disponibile a finanziare la realizzazione di un nuovo progetto, mettendo a disposizione un massimo di 5 milioni di euro. Il Comune di Como, però, chiede che il Pirellone, prima di partire con il nuovo progetto, intervenga nel contenzioso con l’impresa Sacaim. Il sindaco Lucini, infatti, ha dichiarato che gli elementi dell’accordo bonario da 2,8 milioni, hanno attinenza con il progetto approvato dalla Regione e per questo il Pirellone ne è responsabile. In pratica, senza questi soldi, tutto si bloccherà. «Il progetto è stato creato in accordo con la Regione - dice Carlo Saccani - è giusto che siano loro a dare i soldi per risolvere finalmente la questione». Di parere diverso, Alberto Rusconi: «Credo che sia un problema che deve risolvere solo il Comune e al più presto. Vogliamo spenderci come città turistica e non siamo nemmeno in grado di offrire la vista del lago». E se il Comune chiede alla Regione i 2,8 milioni di euro per chiudere il contenzioso, quest’ultima ha negato i fondi perché, come riportato nella nota ufficiale inviata «non può in alcun modo intervenire nell’accordo bonario, trattandosi di un rapporto esclusivo tra la stazione appaltante e la ditta cui sono stati affidati i lavori». Il «no» della Regione e le dichiarazioni del sindaco Lucini in merito ad un blocco del cantiere, sono stati una doccia gelata per i cittadini, ormai esausti per questa situazione. «Sono anni che ci dicono che le cose si risolveranno - aggiunge Gianfranco Barindelli - È uno schifo. Sarebbe stato meglio non fare nulla fin dall’inizio e lasciare come prima». «Siamo messi male - commenta Davide Busana - Credo che il sindaco attuale non abbia colpe, si è ritrovato con questa situazione. Gli errori sono stati fatti all’inizio, con gli accordi presi da chi l’ha preceduto». I comaschi sono stufi e sono convinti che prima di rivedere il lago passerà molto tempo. «Se il primo cittadino riuscirà a risolvere il contenzioso con Sacaim - dice Giacomo D’Andola - molti comaschi saranno disposti a trovare i fondi, partecipando con una quota, per restituire a tutti il lungolago». Francesca Guido
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