ELEZIONI COMO 2012


                                                             DIRETTE ONLINE CON I CANDIDATI


Tutti i video con i 16 candidati Sindaco: cliccare quifreccia_su                                               
Vendola dal palco di piazza Cavour. «Sedici candidati? Partiti in crisi» Stampa E-mail
Domenica 15 Aprile 2012











«Ormai è finito il romanzo popolare della Lega Nord»

Sulle note di Bella Ciao, intonata dalla piazza su un ritmo folkeggiante alla Goran Bregovic, Como ha accolto ieri il leader di Sinistra Ecologia e Libertà, Nichi Vendola, giunto nel capoluogo lariano per un comizio vecchia maniera.
Al suo fianco, sul palco, anche Mario Lucini, candidato sindaco del centrosinistra, forse un po’ a disagio tra tante bandiere rosse ma inevitabilmente in primo piano nella giornata dominata dalla pioggia e dalla presenza politicamente “ingombrante” del governatore della Puglia.
Sì, perché questa campagna elettorale sta sovvertendo molti clichè.
A partire appunto dalla presenza dei big della sinistra in una città che ha sempre voltato le spalle ai radicalismi storicamente premiando i moderati.
Nichi Vendola, atteso anche da una troupe delle Iene (che in realtà non è riuscita poi ad “afferrarlo”) ha sciorinato il suo repertorio più classico. Insistendo (così come il giorno prima aveva fatto Massimo D’Alema) sulla necessità di raccogliere il voto leghista in libera uscita. «In Lombardia - ha detto il leader di Sel - vanno al voto 24 Comuni con oltre 15mila abitanti. Di questi 22 hanno il timbro del centrodestra. In tutti la partita è assolutamente aperta. La crisi della Lega è esplosa dal punto di vista della questione morale ma è segnata anche dalla fine di quello che io definisco il “romanzo popolare della Lega”».
Vendola ha attaccato «l’incapacità di governo del centrodestra a livello locale. Ovunque c’è un muro, come qui a Como, che rappresenta e sintetizza l’angustia culturale di un modello di governo. Alla nostra coalizione i cittadini chiedono di abbattere il muro, non soltanto quello fisico che qui a Como avrebbe impedito la visione del lago, ma il muro culturale su cui sono costruiti i sistemi di potere del centrodestra. La vostra identità si fonda sul rapporto con il lago - ha aggiunto - Hanno tentato di rovinare questa bellissima città, hanno dimostrato di avere paura dell’acqua mentre bisognerebbe invece avere più paura del cemento».
Il governatore della Puglia giudicato molto negativamente la frammentazione che caratterizza le elezioni a Como, dove sono in lizza ben 16 candidati a sindaco e 24 liste. «Credo che sia una manifestazione della crisi dei partiti che produce frammentazione, polverizzazione. Emerge un ceto diffuso fatto di chi si autopromuove, un notabilato potenziale che vive nell’ansia di poter raggiungere qualche obiettivo di carriera politica. Il tema della crisi della democrazia va affrontato di petto, i partiti muoiono quando non mettono in campo alternative di programma e di società. Quando le idee diventano deboli, allora prevale il circuito dell’arroganza e dell’affarismo».
Inevitabili anche le domande sul rapporto tra politica e magistratura, dopo che lo stesso Vendola ha ricevuto negli ultimi giorni un avviso di garanzia e un avviso di chiusura indagini. «Personalmente - ha detto il leader di Sel - penso che un politico, il quale ha più potere dei normali cittadini, debba essere più ossequioso nei confronti dell’autorità giudiziaria. Anche quando mi sentissi ferito da accuse ingiustificate io mi inchino di fronte a chi esercita il lavoro del controllo di legalità. Chi non ha niente da temere non si difende dai processi ma nei processi. Le accuse che mi riguardano nulla hanno a che fare con il denaro e sono abbastanza fragili. Però non mi lamento. Chiunque eserciti pubbliche funzioni, chi come me firma ogni giorno centinaia di atti e di carte, sa che corre dei rischi, Se è in buona coscienza non si deve lamentare. Va nelle aule di giustizia e si difende. Non ci si può lamentare perché sui potenti viene esercitata l’azione legale».
Poche battute, infine, sulle alleanze e su un possibile ampliamento della coalizione al ballottaggio. «Le alleanze sono il tema numero due. Il tema numero uno è chiedersi quale sia l’Italia che vogliamo, quale il programma che abbiamo in mente. Sono disposto ad allearmi con chi ha una cultura diversa dalla mia e viene da un’altra storia, ma voglio sapere per andare dove».

Dario Campione

Nella foto:
Mario Lucini sul palco di piazza Cavour ieri pomeriggio insieme con Nichi Vendola (foto Fkd)
 

banner_libri_editoriale_lariana

libri_editoriale_orizzontale