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| Morì sul Titanic, il suo volto in un disegno |
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| Martedì 10 Aprile 2012 | |||
La storia - Il ritratto dello sfortunato giovane è stato sistemato sulla lapide che lo ricorda nel cimitero localeLa foto di Giuseppe Peduzzi venne trafugata 20 anni fa. Ora Schignano lo celebra La foto trafugata dal cimitero di Schignano, nonostante i ripetuti appelli dei familiari, non è stata restituita. Ora però, grazie al lavoro di una disegnatrice professionista, ha un volto Giuseppe Peduzzi, emigrato dal paese nel 1900, a soli 12 anni, e morto nel naufragio del Titanic. Il ritratto dello sfortunato giovane è stato sistemato sulla lapide che lo ricorda, nel cimitero locale. L’immagine del giovane è stata ricostruita da Elena Bordoli. La disegnatrice si è affidata ai ricordi dei familiari e alle testimonianze tramandate nel tempo per avere un identikit di Giuseppe – Joseph Peduzzi, negli elenchi ufficiali del morti della più grande tragedia della navigazione – e poter fare così un ritratto del ragazzo, emigrato a 12 anni e morto quando ne aveva 24. L’immagine è stata presentata ufficialmente sabato scorso, all’inaugurazione della mostra allestita dal Comune di Schignano con la Pro Loco. L’esposizione, pensata in memoria dello schignanese Giuseppe Peduzzi e delle oltre 1.500 vittime del Titanic, è stata voluta dall’amministrazione per il centenario della tragedia, avvenuta il 15 aprile del 1912. È nato anche un comitato, coordinato dall’assessore Cesare Beretta, che negli ultimi mesi ha affiancato gli eredi del giovane nelle attività di ricerca dell’unica foto del ragazzo, misteriosamente scomparsa dal cimitero oltre vent’anni fa. Nonostante non abbiano mai avuto un corpo da seppellire, negli anni ’50 i familiari di Giuseppe Peduzzi hanno voluto comunque sistemare una lapide a perenne memoria del ragazzo nel cimitero. Sul marmo è incisa la frase “Fratello Giuseppe, sul mare ove improvvisa tragedia del Titanic ti sommerse il 15 aprile 1912”. Proprio su quella tomba era stata sistemata l’unica immagine disponibile dello schignanese. Trafugata in circostanze mai chiarite oltre 20 anni fa, la foto non è mai stata restituita. Roberto Bagnis, pronipote di Giuseppe, con l’anziana zia Giovanna Peduzzi nei mesi scorsi ha lanciato ripetuti appelli per recuperare la foto. «Non abbiamo più alcuna immagine del nostro antenato – hanno detto gli eredi – A breve sarà il centenario della catastrofe e vorremmo per quella occasione recuperare almeno una fotografia». Per raggiungere lo scopo, sempre con la collaborazione degli amministratori di Schignano, gli eredi hanno contattato anche l’ambasciata italiana a Londra, città nella quale il ragazzo aveva lavorato come cameriere prima di imbarcarsi sul Titanic. Al momento, le ricerche non hanno dato esito. Da qui la decisione di fare almeno un ritratto di Giuseppe Peduzzi, di dare un volto al naufrago. Il disegno, sistemato sulla lapide al cimitero, è esposto anche tra gli oggetti della mostra sul Titanic allestita nella casa prepositurale di Schignano. Anna Campaniello
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La storia - Il ritratto dello sfortunato giovane è stato sistemato sulla lapide che lo ricorda nel cimitero locale
