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Congresso unitario e primarie possono cambiare tutto Stampa E-mail
Giovedì 15 Dicembre 2011
La situazione interna al Popolo della Libertà
L’azione politica dei vertici pidiellini, in questo momento, si svolge su due binari paralleli e alternativi al tempo stesso. Poiché se è vero che, da un lato, continua la spasmodica ricerca di un nome “nuovo” ed esterno al partito per vincere le elezioni amministrative del capoluogo, nel contempo proseguono le grandi manovre all’interno degli opposti schieramenti tesserati a tutto tondo.
Come noto, finora la questione che più ha tenuto banco, almeno in tema di rapporti di forza interni al Pdl, è stato senza dubbio lo svolgimento del congresso provinciale. Due le squadre in campo, pronte a menar fendenti l’una contro l’altra: quella che si riconosce nell’asse ex An-Cielle, guidato dal coordinatore Alessio Butti e dal suo vice Patrizio Tambini; e l’altra, nata improvvisamente alla fine della scorsa estate con l’intesa dei due ex arcinemici e consiglieri regionali Giorgio Pozzi e Gianluca Rinaldin.
Per il ruolo di nuovo coordinatore la sfida più probabile, almeno finora, è sempre stata quella tra Butti e Pozzi. Ma, nelle ultime ore, qualcosa starebbe cambiando. Sulla linea cara al coordinatore regionale del Pdl, Mario Mantovani, peraltro storicamente vicino alla corrente liberal del partito, sul Lario si starebbe facendo largo l’ipotesi di un congresso unitario tra le correnti. Un modo per evitare una guerra fratricida a pochi mesi dal voto (il congresso dovrebbe svolgersi entro gennaio, le elezioni saranno a maggio) e, nello stesso tempo, un modo per evitare una guerra eterna tra fazioni.
In questo quadro, l’ipotesi più credibile sarebbe questa: intesa complessiva tra Butti-Tambini e Pozzi-Rinaldin per il senatore confermato coordinatore, ma “controbilanciato” da una ampia rappresentanza liberal nel listino bloccato da cui nascerà il nuovo organismo collegiale e da una vicepresidenza sicura.
E non sarebbe finita qui. Poiché un altro tassello importante sulla via della “pax pidiellina” sarebbe l’accordo globale a favore delle primarie come strumento decisivo per la scelta del nuovo candidato sindaco di Como. Un’opzione, questa, che sarebbe avallata dall’asse ex An-Cielle e potrebbe contare sulla piena condivisione anche di rinaldiniani e pozziani.
Nel caso di una consultazione popolare, dunque, tornerebbero prepotentemente favoriti tre nomi storici del Pdl - Sergio Gaddi, Umberto D’Alessandro e Alessandro Colombo - rispetto al nutrito gruppone di new entries e outsider di cui (esattamente come nell’articolo a sinistra) si è dato conto in questi giorni.
Inutile dire che, finché in qualche modo non sarà davvero siglata una tregua tra le correnti pidielline, nel partito potrà succedere di tutto. Compreso un nuovo deflagrare della guerriglia interna che, per mesi, ha dilaniato il Popolo della Libertà comasco. Dopo Natale, comunque, tutto dovrà diventare necessariamente più chiaro.

Emanuele Caso

Nella foto:
Il Popolo della Libertà dovrebbe andare a congresso all’inizio del 2012 per rinnovare i vertici
 

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