| Lo chef della tv lancia il Lario |
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| Domenica 11 Settembre 2011 | |||
Personaggi - Alessandro Borghese sprona i comaschi ad avere più fiducia nella gastronomia localeIn alto i mestoli, viva la cucina lariana. E per chi l’accusa di essere poco fantasiosa e poco ricca, il messaggio è forte e chiaro: rimboccatevi le maniche, credete in voi stessi. Così uno dei cuochi più noto della tv, Alessandro Borghese, interpreta i sapori di casa nostra. Ed esorta a un maggiore ottimismo ai fornelli nelle cucine lariane. Sia in quelle professionali sia in quelle domestiche. Lo scorso anno, sul mensile “Bell’Italia”, il noto giornalista Carlo Rossella aveva rivelato una personale idiosincrasia per il pesce di lago: «Sa di fango». Ma Borghese non è d’accordo, anzi esorta i lariani a non buttarsi giù. «Adoro proprio il vostro pesce di lago - ribatte lo chef catodico - E poi conosco bene il vostro territorio, da appassionato motociclista passo spesso dal Lago di Como per i miei tour in montagna, fino a St. Moritz. Voi, come molte località italiane, avete una biodiversità tutta da scoprire, con sapori inediti o che variano nel giro di pochi chilometri». Per il rilancio della cucina comasca nel mondo Borghese pone l’accento su un punto: «Per qualificarvi dovete valorizzare la vostra scuola di cucina, e quindi puntare molto sulla formazione professionale dei futuri cuochi. Quando i giovani credono nei valori del luogo in cui sono nati e cresciuti, allora una tradizione può dirsi salva. Per questo dovete divulgare il più possibile il vostro sapere gastronomico attraverso le scuole di cucina, utilizzando tutti i prodotti che il vostro territorio può offrire». «E non penso solo al pesce di lago - aggiunge Borghese - Penso alle erbe aromatiche spontanee di cui il Lario è ricco, alle carni, ai formaggi. Ripeto, investite sulla scuola, che è pure un buon veicolo di divulgazione. Lo è più del ristorante “stellato” da gourmet, che è una specie di mosca bianca elitaria. Anche se va detto che i ristoranti di alta gamma sono comunque da visitare ogni tanto, anche a costo di sacrifici. Ne vale la pena, è un’esperienza sensoriale a tutto tondo. Sta al ristoratore, poi, fare da ambasciatore del prodotto locale nel mondo». Un’altra caratteristica che ha reso famoso il Lario a tavola nel mondo è la “cucina molecolare” che si fa in un noto grand hotel di Bellagio abbinando sapori tradizionali e metodi di cottura ispirati al mondo della fisica come l’azoto: «La sperimentazione non si deve fermare mai, sono il primo a sostenerlo - dice Borghese - A patto di non farne un dogma o un’esasperazione, non sarebbe una cosa sana. Un esempio: io adoro il sushi, ma non lo mangio tutti i giorni. E sono fautore della cucina cinese, anche riletta in chiave nostrana. Ma senza strafare. Il bello del nostro mestiere è proprio questo: non finisci mai d’imparare. Anche da antichi ricettari come quello comasco del cuoco quattrocentesco Mastro Martino». Su Real Time si occupa anche di “bon ton” nell’accoglienza. Come vede gli alberghi lariani Alessandro Borghese? «Il Lario è meraviglioso, e ha la fortuna di avere come testimonial non solo grandi alberghi come Villa d’Este e attori come George Clooney ma tanti imprenditori che hanno fatto dell’ospitalità un mestiere e hanno investito molto, credendoci veramente». Lorenzo Morandotti
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