| Euro debole, gli svizzeri “occupano” i nostri supermercati |
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| Domenica 21 Agosto 2011 | |||
Un cliente su 4 giunge dal Canton Ticino dove gli alimentari hanno prezzi molto più altiUno scudo rossocrociato ogni quattro simboli dell’Unione Europea. È lo scenario che chiunque può notare camminando nel parcheggio del Bennet di Tavernola, a pochi passi dal confine, in un tranquillo sabato mattina d’agosto. Le oscillazioni valutarie degli ultimi tempi (ieri l’euro valeva 1,13 franchi), infatti, non hanno soltanto fatto la felicità dei lavoratori frontalieri, ma anche dei commercianti che lavorano sul confine italo-svizzero. Se, fino all’anno scorso, gli elvetici più accorti si recavano nel Belpaese soltanto per acquistare i prodotti più economici, come la carne o la frutta, ora l’Italia è diventata come un grande discount, dove ogni articolo, dall’abbigliamento ai viaggi all’estero, costa meno che in Svizzera. E così, ogni quattro clienti dei principali supermercati comaschi, uno paga in franchi. «Negli ultimi tempi, il risparmio sullo scontrino è di almeno 40 euro rispetto al passato - racconta Maria Scaramella mentre sistema nel bagagliaio i suoi numerosi sacchetti - la convenienza c’è, eccome, soprattutto sulla frutta e sulla verdura. I pomodori, praticamente costano il 50% in meno». «Sicuramente tra gli articoli più convenienti ci sono le pesche, ma anche il pesce ora costa quasi la metà - le fa eco Peggy D’Hollander, cittadina belga ma residente da qualche anno nel Canton Ticino - ormai compro quasi tutto in Italia tranne la carne perché, anche se più costosa, preferisco quella svizzera». «Da sempre acquistare in Italia è più conveniente - ricorda la luganese Laura Hutti che, infatti, ammette - sono così abituata a fare la spesa a Como, che praticamente non mi sono accorta di questa differenza». Mentre un tempo erano gli italiani a incolonnarsi verso la vicina Confederazione per fare il pieno di benzina e comprare le sigarette o il cioccolato, oggi il pendolarismo del risparmio si è invertito, con gli elvetici in prima linea dietro le casse italiane, fieri dei loro pomodori strappati a 0,78 euro al chilo, anziché 2,30 franchi (circa 2 euro). Tra i viaggiatori del carrello della spesa ci sono anche i residenti di Campione d’Italia che, ovviamente, si guardano bene dal fare acquisti nei vicini supermercati della Confederazione. «Facendo i conti, con il cambio di questi mesi, il risparmio su ogni carrello è del 20-25%. Quindi, se prima venivo per comprare soltanto carne o vino, adesso faccio il rifornimento pieno - dice il campionese Sergio Frassanito - Ovviamente non tutti gli svizzeri fanno questo ragionamento e in molti casi continuano a frequentare i mercati della loro zona per fare i patriottici». Uno sciovinismo piuttosto raro da trovare di questi tempi, però, almeno guardando le automobili parcheggiate in tutti i centri commerciali del territorio. Il franco forte, infatti, ha portato un aumento della clientela svizzera non soltanto nel settore dell’alimentare, ma in quasi tutti i negozi italiani, soprattutto nelle catene internazionali, dove è di maggiore evidenza la convenienza dei prezzi. «L’altro giorno ho comprato una casetta da giardino, pagandola soltanto 700 euro, compreso il trasporto, mentre in Svizzera avrei speso almeno 1.500 franchi (circa 1.300 euro) - dice Alessandro Faggian che, abitando a Vacallo, poco dopo la frontiera, sta approfittando da qualche mese del cambio favorevole - adesso è diventato conveniente comprare anche i prodotti confezionati, non soltanto i freschi, come biscotti, detersivi, merendine, bibite. Manca poco e poi verremo da voi anche a fare il pieno di benzina». Un’ipotesi che sembra sempre meno inverosimile, soprattutto dopo il picco di due settimane fa, quando l’euro ha raggiunto la quota record di 1,07 franchi, ma che la maggior parte degli svizzeri non vede come un’eventualità così catastrofica. «In realtà non credo che questa situazione sia un grande danno - continua Faggian - La Svizzera è un Paese prevalentemente importatore e, con l’euro così debole, anche per le aziende è diventato conveniente acquistare dall’estero». Alessandra D’Angiò
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Un cliente su 4 giunge dal Canton Ticino dove gli alimentari hanno prezzi molto più alti
