Harry Potter made in Como Stampa E-mail
Venerdì 12 Novembre 2010

CINEMA - Daniele Bigi è il mago degli effetti speciali che ha lavorato per nove mesi alla realizzazione dell’ultimo capitolo della saga
Il prossimo 19 novembre uscirà nelle sale l’atteso e ultimo episodio (diviso in due parti) della saga creata dalla scrittrice inglese J. K. Rowling, Harry Potter e i doni della morte.
Impegnato nella realizzazione è ancora il comasco Daniele Bigi, mago degli effetti speciali da anni (tra i suoi lavori anche Wolfman). Bigi è look developer e lead lighter, “emigrato” all’estero a lavorare in grossi studios d’animazione, prima negli Stati Uniti ad Atlanta, poi a Berlino, a Bangalore in India, fino a sbarcare in Inghilterra alla Framestore prima e dal settembre 2008 nella prestigiosa Moving Picture Company (MPC) di Londra.


«Sono reduce dalla View Conference di Torino, la più importante manifestazione in Italia sulla computer grafica – racconta – dove ho avuto l’onore di partecipare come relatore per mostrare proprio quello che la compagnia in cui lavoro ha fatto negli ultimi anni, soprattutto per gli effetti dell’ultimo Robin Hood di Ridley Scott».
Molti infatti i successi professionali ottenuti da Bigi, da Le Cronache di Narnia: il principe Caspian, Il principe di Persia fino appunto all’ultimo Harry Potter.
«Il compito è stato sicuramente il più impegnativo della mia carriera – dice – Siamo intervenuti su circa 450 scene dove c’erano tantissimi “digital double”, ovvero molti personaggi umani da ricreare. Rifare umani in digitale è un processo molto complesso e in questo caso all’inizio io mi sono occupato del look developer di quasi tutti i personaggi che erano più di dieci».
Il lavoro complessivamente è durato nove mesi.
«L’unica differenza rispetto a lavori precedenti come per esempio per Il Principe di Persia - continua Bigi – è il fatto di essere stato coinvolto fin dall’inizio come look developer e quindi di aver vissuto anche una fase molto interessante di testing per ricreare i volti e la pelle in digitale dei personaggi. Questo è avvenuto anche grazie allo sviluppo in studio di un nuovo “shader”, uno strumento legato alla computer grafica 3D, che ci ha permesso di lavorare per questi obiettivi. Abbiamo speso circa due mesi per sviluppare un nuovo tipo di materiale per simulare la pelle, lavorando con lo sviluppatore che si è occupato del codice di questo “shader”, mentre io parallelamente testavo sul personaggio digitale di Potter questo nuovo algoritmo».
Con l’uscita di questa prima parte dell’ultimo episodio Daniele Bigi si stacca però dal progetto Harry Potter per passare a un’altra sfida che gli è stata affidata e che sarà col nuovo film della serie X-Men. First Class, ancora in lavorazione.
«Con questo lavoro – racconta Bigi – anche qui sui personaggi, siamo ancora nella fase iniziale del progetto, tanto che il girato, gli storyboard ci arrivano giorno per giorno. Le primissime immagini che il pubblico vedrà saranno quelle del trailer americano che dovrebbe uscire nell’arco di tre-quattro settimane, ma l’unica cosa che posso davvero anticipare in assoluto è quella di un lavoro molto interessante che stiamo facendo su una scena di distruzione che ci sarà nella pellicola».
Bigi si è laureato nel 2002 in Disegno Industriale al Politecnico di Milano e ha anche scritto con Nicolò Ceccarelli Animazione 3D per i tipi di Mondadori Informatica. Rivolto a un pubblico di appassionati e curiosi di cinema, animazione e tecnologia, aiuta a entrare nell’affascinante mondo dei film d’animazione tridimensionali. È un libro tutto a colori che descrive l’evoluzione del cartone animato digitale, dalla genesi allo sviluppo dell’animazione tridimensionale, attraverso l’influenza degli effetti visuali, dell’informatica e dei videogiochi.
Focalizzato sui film d’animazione, il testo spiega come un’idea si “materializza” in un film a tre dimensioni.

Andrea Giordano

Nella foto:
Sopra, un momento del set
 

banner_libri_editoriale_lariana

libri_editoriale_orizzontale