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| Primarie, il Pdl schiera i big: «Il partito è unito» |
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| Sabato 03 Marzo 2012 | |||
Proposta shock di La Russa: «Uno dei due candidati è ancora in tempo per ritirarsi»Il Pdl serra i ranghi nel momento forse più complicato della sua storia, almeno a Como. Dopo un mandato amministrativo segnato da polemiche e problemi di ogni tipo, il candidato sindaco del partito di maggioranza relativa in città sarà indicato con le primarie, in programma domani dalle 8 alle 22 in 14 diversi seggi sparsi per il capoluogo. Due, com’è noto, i candidati: Laura Bordoli e Sergio Gaddi. Stesso lavoro - sono entrambi commercialisti - ma storia politica personale assolutamente agli antipodi. Due mondi opposti. Che si sono sfidati in una tenzone assolutamente nuova per il Pdl, ovvero le primarie. Esperimento innestato nella politica nazionale dall’Ulivo di Romano Prodi e poi sdoganato a tutti i livelli, anche dagli avversari di sempre. Ieri pomeriggio il Pdl ha calato tutti gli assi a disposizione per chiamare a raccolta il proprio elettorato e convincerlo a partecipare alle primarie. In città, per la presentazione dei candidati, sono giunti due ex ministri, un ex sottosegretario, il presidente della Regione, i dirigenti del partito lombardo. Un parterre de roi schierato a sostegno di un’idea rigeneratrice della partecipazione e della democrazia, «assediata - ha detto Mariastella Gelmini, titolare fino a qualche mese fa del ministero dell’Istruzione - da una ventata preoccupante di antipolitica». Via libera, quindi, agli appelli all’unità e ai richiami all’identità culturale. Non senza un brivido, corso lungo la schiena di candidati e giornalisti quando Ignazio La Russa, coordinatore nazionale del partito, ha profetizzato «la possibilità che entro domenica uno dei due contendenti possa rinunciare a favore dell’altro». Di fronte a qualche sguardo sorpreso, La Russa ha specificato il suo pensiero: «In questo caso - ha detto - le primarie si farebbero comunque». Insomma, la preoccupazione maggiore, emersa in controluce dalle parole dei dirigenti nazionali e locali del Pdl, è dare l’impressione di una contesa lacerante. «Se facciamo le primarie siamo spaccati, se non le facciamo siamo antidemocratici - ha ironizzato Alessio Butti, senatore e coordinatore provinciale - la realtà è più semplice: siamo di fronte a una competizione leale e sui programmi. Non nego che avremmo gradito avere più candidati, ma nessuno ha avuto il coraggio di Laura Bordoli e Sergio Gaddi, mettersi in gioco in una competizione vera». Unità, quindi. Parola chiave di un passaggio che si annuncia stretto, ancorché nuovo, per il Pdl, partito che teme di perdere il governo della città. Sia il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, sia il coordinatore regionale Mario Mantovani hanno infatti ribadito più e più volte come l’obiettivo finale sia la vittoria del 6 maggio. «Como è una città che il Pdl intende continuare a governare - ha detto Formigoni, rivendicando anche la primogenitura a livello nazionale delle primarie - Siamo stati noi in Lombardia a lanciare l’idea, chiedendo che venisse estesa dalla scelta dei sindaci a quella del premier. È un metodo nuovo che segna una profondissima trasformazione del partito. Un bagno di democrazia utile a rinnovare il centrodestra. Il 4 marzo - ha aggiunto Formigoni riferendosi al voto di Como - parte la campagna elettorale che si concluderà il 6 maggio con la vittoria del nostro candidato». «Abbiamo rinviato il congresso per evitare ogni divisione interna - ha aggiunto Mantovani - Credo che sia stato giusto. Queste primarie, che preferiamo chiamare elezioni popolari per distinguerle da quelle del centrosinistra, sono fondamentali. Da lunedì saranno stati i cittadini a scegliere il loro candidato, un passaggio straordinario per il nostro partito che porterà anche a un risveglio di consenso elettorale. In politica - ha detto ancora Mantovani - si investe giorno dopo giorno sulle persone. Entrambi i nostri candidati meritano appoggio e sostegno, anche se domenica ne dovremo scegliere uno solo». Mariastella Gelmini, che a livello nazionale coordina la formazione delle liste del Pdl per le amministrative, ha poi annunciato che «a Como sarà presentata una compagine giovane e innovativa». L’ex ministro ha anche messo una pietra sopra la polemica sulla mancata iscrizione di Laura Bordoli al Pdl. «È un segnale forte alla società civile - ha detto - presentarci con un candidato non imposto dal partito, senza tessera». Convitato di pietra della conferenza stampa dei vertici del Pdl è stata la Lega Nord. «L’appoggio al governo Monti - ha ammesso la stessa Gelmini - ha pregiudicato l’alleanza con la Lega, ma la cosa non ci spaventa». «Questa tornata amministrativa - ha aggiunto Mario Valducci, responsabile organizzativo nazionale del Pdl - è per noi complicata. Andremo da soli in molte realtà, dobbiamo quindi chiamare a raccolta i nostri elettori. Como è città di centrodestra, mi auguro che anche gli elettori della Lega partecipino alle nostre primarie». Dario Campione
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Proposta shock di La Russa: «Uno dei due candidati è ancora in tempo per ritirarsi»
