«Sembra il Bronx, ma le famiglie cosa fanno?» Stampa E-mail
Sabato 20 Agosto 2011
I commenti di gestori e autorità
Bottiglie rotte e bicchieri di plastica gettati ovunque. Cicche di sigarette e sporcizia. Resti di bivacchi improvvisati. Così si presenta, ogni mattina, viale Geno. Uno dei punti più suggestivi della città nonché metà imprescindibile per i residenti e i tanti turisti che giungono in riva al lago. E nella parte conclusiva del viale, anche per la presenza di alcuni locali, molti giovani trascorrono le afose serate estive. Proprio qui, a partire dai primi del mese, si è assistito a un susseguirsi inquietante di episodi di violenza. Scontri tra bande rivali degne di un film, scazzottate per un amore conteso e raid vandalici come quello compiuto all’interno della Como Nuoto. Tutto ciò è accaduto nei primi venti giorni di agosto. Episodi che hanno immediatamente fatto scattare l’allarme sicurezza.
«È diventato un vero e proprio Bronx – esordisce Alessandro Dalle Donne, presidente della Como Nuoto - Da noi hanno scassinato due porte, si sono introdotti nel magazzino e nella dispensa del ristorante. Hanno devastato tutto. Non è possibile. Ormai diventa sempre più rischioso anche solo passeggiare in città».
Nella notte tra giovedì e ieri l’ultimo episodio, all’altezza del chiosco “La Capannina” dove è scoppiata una rissa tra due ragazzi. I gestori del locale ci tengono però a sottolineare un aspetto. «Ci vuole maggior rispetto – dicono dal locale – Noi siamo qui per lavorare. Sempre più spesso questi ragazzi, quando arrivano a tarda sera, sono già ubriachi».
Le voci sono numerose e tutte al corrente della situazione esistente.
«È un problema di inciviltà. Di educazione. E non è limitato solamente a viale Geno – interviene Mario Pitassi, presidente della Circoscrizione 5, al cui interno è compresa questa fascia della città - Ho sentito della mega rissa del 12 agosto scorso. Non è possibile che venti giovani ubriachi impediscano ai cittadini di godersi in sicurezza la loro città». Ma non solo.
«Purtroppo bisogna anche sottolineare un altro fattore. Quello educativo. Come fanno le famiglie di tutti questi giovani a permettere ai loro figli di rientrare a casa, a notte fonda, ubriachi? – aggiunge il presidente Pitassi - Se già da parte loro venisse esercitato un maggior controllo si eviterebbero tanti spiacevoli episodi. Inoltre ci vorrebbe un gioco di squadra più pressante tra forze dell’ordine, Comune e vigili. Controlli più serrati e frequenti di quelli che vengono comunque effettuati».
Dalla Questura intanto arrivano parole rassicuranti. «L’area di viale Geno così come gli altri quartieri in cui è suddivisa la città per i nostri pattugliamenti – dice il vicequestore vicario, Eliseo Santoro – viene costantemente percorsa dalle nostre pattuglie».
Consapevole di quanto accade nelle notti comasche lungo viale Geno anche Paolo Battocchi, gestore del ristorante “Da Pizzi”. «Purtroppo non è una storia nuova – dice Battocchi – La rissa di metà agosto fa capire che ci vuole maggior severità. Bisogna punire con durezza chi vandalizza la città e spesso se la prende con persone che hanno la sola colpa di passare nel luogo sbagliato al momento sbagliato». Anche perché «Como, e soprattutto chi lavora nel turismo, deve poter contare sulla sicurezza in zone affascinanti e di richiamo come viale Geno», conclude Battocchi. «In effetti, specialmente d’estate, ci sono sempre più ragazzi in giro – aggiunge Fabienne Franchi, che gestisce il bar “Pappafico” - Anche a tarda sera inevitabilmente si possono creare situazioni spiacevoli».

Fabrizio Barabesi 
Nella foto:
Un bicchiere abbandonato e un bottiglia di birra campeggiano sopra Villa Geno
 

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